L’ etimologia del nome Pàstena suggerisce un’ origine latina, infatti pare che esso derivi dal verbo pastinare con il significato di “scassare per piantare”, ovvero “rivoltare la terra per renderla coltivabile”. Indubbiamente il paese fu terra in prevalenza di coltivatori e solo limitatamente di pastori. Riguardo le origini della popolazione pastenese, non siamo in possesso di alcuna testimonianza certa, ma si ritiene che esse siano volsche come del resto lo sono quelle di tutti gli altri popoli che in epoca preromana stanziavano in questa zona.
La prima fonte in cui Pastena è menzionata per la prima volta come castello risale al secolo XI, anche se non ne sono mai stati rinvenuti i resti. 
L’ elemento che caratterizza il paese come castello è invece la cinta muraria, di una lunghezza pari a circa 650 m., munita di torri a pianta rotonda e quadrata,


"Torre della Cinta Muraria"


rispettivamente in numero di 12 e 6, delle originarie 15 e 10, di recente restaurate ed illuminate.

                                      

  
    



"Porta Roma"

  
  
  
  
  
  
  
  
  
  
  
  
    
    
    
    
    
           

L’ intero circuito presenta ancora oggi due porte di accesso all’antico borgo, denominate Porta Roma e Porta Napoli in riferimento alla posizione geografica.
Nel corso della sua lunga storia, Pastena subì influenze diverse in seguito alla sua singolare posizione politica, ubicata qual’ era fra le possessioni pontificie di Marittima e Campagna ed il Regno di Napoli di cui fece parte. 
In particolare, Pastena ha subito per molto tempo l’influsso della Campania, essendo il primo paese di quest’ ultima al di qua degli Stati romani e l’ultimo del Regno di Napoli;
essa fu provincia di Terra di Lavoro sin dopo  l’ unità d’ Italia. Nel secolo X il suo territorio fu compreso tra i possedimenti che formarono il Ducato di Fondi che, nel 1153, divenne contea con Riccardo 

                                                  


dell’ Aquila. Seguirono i Caetani nel secolo XIII, i Colonna nel secolo XV e, dal 1591, il paese divenne feudo dei baroni Patriarca, uno dei quali giace, come si evince dalla lapide sepolcrale, nella Collegiata di S. Maria Maggiore.Agli inizi del XVIII secolo Pastena divenne possedimento dei marchesi Casali del Drago, ricordati quali ultimi signori del paese. La stessa continuò a far parte del Regno di Napoli sino al 1861, anno in cui, con la proclamazione del Regno d’ Italia, anche Pastena entrò a far parte ufficialmente dello Stato italiano. In questo stesso torno di tempo nel nostro territorio ebbe notevole impulso il brigantaggio. Tale fenomeno, le cui origini sono da ricercare nel secolo precedente, subì un notevole incremento infatti nel secolo XVIII e si conservò inalterato sino alla prima metà del secolo XIX.

L’ anno 1865 è ricordato per le nefandezze di cui si macchiò Luigi Andreozzi, un brigante originario di Pastena morto non ancora trentenne. Il secolo XX fu sostanzialmente caratterizzato dai due conflitti mondiali, il secondo dei quali provocò le maggiori perdite a Pastena, come del resto a tutti i paesi che gravitavano intorno al fronte di Cassino.